domenica 1 novembre 2009
domenica 21 settembre 2008
Problemi
>O no, I see,
>I spun a web, it's tangled up with me,
>And I lost my head,
>The thought of all the stupid things I said,
Puttana. Eccola lì che si bacia con quello,
che intanto le infila una mano tra le cosce
e lei che sembra apprezzare, a giudicare da come
gli spinge la lingua in bocca, a quel porco.
>O no what's this?
>A spider web, and I'm caught in the middle,
>I turned to run,
>The thought of all the stupid things I've done,
Fanculo. Non voglio veder altro. Mi basta.
Salto sull'auto. Audi A4 Turbo, trazione integrale.
Bella bestia. Almeno lei non mi ha mai tradito.
Metto in moto e sgommo, tagliando la strada ad una
600 che per la paura inchioda e spegne il motore.
Spiacente piccola, ma qui il mondo crolla.
>I never meant to cause you trouble,
>And I never meant to do you wrong,
>And I, well if I ever caused you trouble,
>O no, I never meant to do you harm.
Penso a quando diceva che mi avrebbe amato per sempre.
A quando mi sussurrava parole dolci succhiandomi l'uccello.
A quando mi presi la sua innocenza donandole il primo orgasmo
a quando con me perse la sua verginità conquistando la sua spregiudicatezza.
la quale, ahimè lo sospettavo, mi sarebbe stata un dì fatale...
>O no I see,
>A spider web and it's me in the middle,
>So I twist and turn,
>Here I am in love in a bubble,
E intanto le lacrime, a forza, mi rigano il viso e mi inondano gli occhi.
Sono in autostrada schivando e superando.
E mentre supero i 140, col cazzo duro nei pantaloni e davanti agli occhi
liquidi l'immagine di lei che se ne viene tra le mani di quello,
lo tiro fuori ed inizio a segarmi.
>Singing, I never meant to cause you trouble,
>I never meant to do you wrong,
>And I, well if I ever caused you trouble,
>Although I never meant to do you harm.
Basta. Tutto perso, tutto inutile.
Anni di sforzi. Anni di lotte e poi niente.
Fanculo tutto. Fanculo tutti.
Vado via così, in un niente, senza clamori, senza fastidi,
senza creare problemi, scompaio così come sono comparso...
>They spun a web for me,
>They spun a web for me,
>They spun a web for me.
Lavori in corso. Un rimorchio fermo.
Accelero invece di frenare,
mentre con un ultimo colpo di mano l'orgasmo parte inesorabile e violento.
A tavoletta, l'ultima cosa che vedo,
è lei che sotto i suoi colpi, pian piano se ne viene
piangendo la mia morte
La ragazza dell'asciugamano
La ragazza vien fuori dall'acqua con passo molle. Si ravviva i capelli bagnati sulla battigia, voltandosi verso l'ombrellone e sorridendo nel contempo a qualcuno.
Prende un asciugamano, che usa per asciugarsi delicatamente il viso, e che poi stende a terra, quindi vi si stende sopra, a pancia sotto.
Resta per un po' così, a godersi l'ultimo sole settembrino, le ginocchia piegate, con le gambe in alto, un piede che giocherella ed a tratti s'incrocia con l'altro, una ciocca sbarazzina che le scende sul viso, il cellulare tra le mani, mentre, appoggiata sui gomiti, prende a scrivere un messaggio. "Fatto. E' stt bllssm, cm Qll vlt cn te, ma snz d te. Ti ho Pnsto tntssm. TVB. F.".
E premuto il tasto INVIO, posa il telefono e poggia la testa sulle mani, chiudendo gli occhi mentre come in un film muto una serie di immagini iniziano a scorrerle davanti.
Lui, la sua pelle, il suo odore, le sue mani esperte che si insinuano tra le cosce, le dita irrequiete che di infilano nei punti più nascosti della sua femminilità...
Aprendo gli occhi per un attimo, si accerta furtivamente che nessuno la stia osservando e poi si infila una mano nel costume passando sotto l'elastico degli slip fino ad arrivare alle labbra del sesso, bagnato di mare e dell'orgasmo appena avuto.
Indugia qualche secondo, come per cercare tracce dell'orgasmo provato poco prima in acqua, per ritirare poi la mano e portarsela alle labbra.
La avvicina poi alle narici ed aspira profondamente, chiudendo nel contempo gli occhi. Odora di mare. E di sesso. Odora di quando quel giorno lui la prese in mare, adagiandola dolcemente sulle cosce, l'acqua che gli arrivava alla vita, e mentre la penetrava con la punta del suo uccello, con le dita dolcemente la guidava per i sentieri del suo primo orgasmo.
mercoledì 27 agosto 2008
Giannutri, Legambiente accusa Fini "Bagno in una zona vietata"
martedì 26 agosto 2008
Kram & Mag
-Ti decidi ad aprire questa cazzo di porta?
-Un momento, amore, ci sto provando...- si difese timidamente lei.
Dopo vari tentativi, non certo aiutati dalla fioca luce che illuminava il piano, Mag riuscì ad infilare la chiave nella toppa, ed aprire la porta della stanza.
Kram la scostò bruscamente con una mano, l'altra impegnata a tapparsi la bocca, onde evitare di rovesciare il contenuto del suo stomaco tra l'ingresso ed il bagnetto di servizio.
A passi lunghi, quasi saltando, si fiondò verso il bagno, ma qualcosa andò storto.
Non seppe dire, in seguito, se si trattò della porta del bagno che faceva difetto, del tappeto scivoloso posto in corrispondenza di un piatto doccia troppo stretto o il fatto che il bagno fosse arredato con un gusto piuttosto discutibile, tappezzato di piastrelle verdi a rombi marroni; fatto sta che prima di raggiungere la tazza del cesso, un violento conato di vomito gli partì dallo stomaco, risalendogli velocemente su per il gargarozzo, fino ad arrivare in gola. Un conato di vomito così violento da non dargli neanche il tempo di abbassare la testa per cercare di limitare i danni; così assurdamente repentino e bastardo che gli fece spruzzare un getto di materia giallo-marrone direttametne sulla parete di fronte.
-Si nota appena nel contesto generale- si sorprese a pensare, in maniera assurdamente lucida, pensò poi, prima di fiondarsi con la testa nella tazza del cesso e vomitare l'anima.
-Uffi, ma io devo fare pipì...- si lamentò Mag entrando nel bagno e trovandolo riverso con la testa nella tazza.
Kram rispose con un violento conato seguito dallo scroscio di materia semiliquida, cosa che non turbò per nulla Mag, la quale, rassegnata, si calò gli slippini ed accovacciandosi sul bidet di fianco al water, liberò un rivoletto giallo che ben presto divenne un fiume in piena, mentre Kram si rammaricava con se stesso di non essere in grado di approfittarne...
-Un momento, amore, ci sto provando...- si difese timidamente lei.
Dopo vari tentativi, non certo aiutati dalla fioca luce che illuminava il piano, Mag riuscì ad infilare la chiave nella toppa, ed aprire la porta della stanza.
Kram la scostò bruscamente con una mano, l'altra impegnata a tapparsi la bocca, onde evitare di rovesciare il contenuto del suo stomaco tra l'ingresso ed il bagnetto di servizio.
A passi lunghi, quasi saltando, si fiondò verso il bagno, ma qualcosa andò storto.
Non seppe dire, in seguito, se si trattò della porta del bagno che faceva difetto, del tappeto scivoloso posto in corrispondenza di un piatto doccia troppo stretto o il fatto che il bagno fosse arredato con un gusto piuttosto discutibile, tappezzato di piastrelle verdi a rombi marroni; fatto sta che prima di raggiungere la tazza del cesso, un violento conato di vomito gli partì dallo stomaco, risalendogli velocemente su per il gargarozzo, fino ad arrivare in gola. Un conato di vomito così violento da non dargli neanche il tempo di abbassare la testa per cercare di limitare i danni; così assurdamente repentino e bastardo che gli fece spruzzare un getto di materia giallo-marrone direttametne sulla parete di fronte.
-Si nota appena nel contesto generale- si sorprese a pensare, in maniera assurdamente lucida, pensò poi, prima di fiondarsi con la testa nella tazza del cesso e vomitare l'anima.
-Uffi, ma io devo fare pipì...- si lamentò Mag entrando nel bagno e trovandolo riverso con la testa nella tazza.
Kram rispose con un violento conato seguito dallo scroscio di materia semiliquida, cosa che non turbò per nulla Mag, la quale, rassegnata, si calò gli slippini ed accovacciandosi sul bidet di fianco al water, liberò un rivoletto giallo che ben presto divenne un fiume in piena, mentre Kram si rammaricava con se stesso di non essere in grado di approfittarne...
sabato 23 agosto 2008
Val & Kim
-Bugiardo!
-Ma io non ho fatto niente...
-Doppiamente bugiardo!- lo incitò Kim urlando e piangendo.
-Mi avevi promesso che non mi avresti più tradita!
-Ma io non ti ho tradita- cercò di difendersi Val, senza troppa convinzione.
-Ah, si? E come lo chiami ciucciare il cazzo al mio collega di ufficio, un gesto di cortesia?
-Ma io non ho fatto niente...
-Doppiamente bugiardo!- lo incitò Kim urlando e piangendo.
-Mi avevi promesso che non mi avresti più tradita!
-Ma io non ti ho tradita- cercò di difendersi Val, senza troppa convinzione.
-Ah, si? E come lo chiami ciucciare il cazzo al mio collega di ufficio, un gesto di cortesia?
mercoledì 30 luglio 2008
W la cassazione
Si possono portare fuori casa le droghe leggere in piccole quantità. Lo dice la Cassazione che con la sentenza 31441 della IV sezione penale ha assolto un 32enne milanese condannato a 9 mesi e 4.500 euro di multa dopo essere stato sorpreso con 1 grammo di hashish e 1 di marijuana. Il possesso, spiegano gli ermellini, non può essere scambiato come indizio di spaccio perché non esiste alcuna "massima di esperienza" che affermi che portare fuori casa hashish e marijuana "non ha altro senso se non quello di spacciare".
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