domenica 21 settembre 2008

Problemi



>O no, I see,
>I spun a web, it's tangled up with me,
>And I lost my head,
>The thought of all the stupid things I said,

Puttana. Eccola lì che si bacia con quello,
che intanto le infila una mano tra le cosce
e lei che sembra apprezzare, a giudicare da come
gli spinge la lingua in bocca, a quel porco.

>O no what's this?
>A spider web, and I'm caught in the middle,
>I turned to run,
>The thought of all the stupid things I've done,

Fanculo. Non voglio veder altro. Mi basta.
Salto sull'auto. Audi A4 Turbo, trazione integrale.
Bella bestia. Almeno lei non mi ha mai tradito.
Metto in moto e sgommo, tagliando la strada ad una
600 che per la paura inchioda e spegne il motore.
Spiacente piccola, ma qui il mondo crolla.

>I never meant to cause you trouble,
>And I never meant to do you wrong,
>And I, well if I ever caused you trouble,
>O no, I never meant to do you harm.

Penso a quando diceva che mi avrebbe amato per sempre.
A quando mi sussurrava parole dolci succhiandomi l'uccello.
A quando mi presi la sua innocenza donandole il primo orgasmo
a quando con me perse la sua verginità conquistando la sua spregiudicatezza.
la quale, ahimè lo sospettavo, mi sarebbe stata un dì fatale...

>O no I see,
>A spider web and it's me in the middle,
>So I twist and turn,
>Here I am in love in a bubble,

E intanto le lacrime, a forza, mi rigano il viso e mi inondano gli occhi.
Sono in autostrada schivando e superando.
E mentre supero i 140, col cazzo duro nei pantaloni e davanti agli occhi
liquidi l'immagine di lei che se ne viene tra le mani di quello,
lo tiro fuori ed inizio a segarmi.

>Singing, I never meant to cause you trouble,
>I never meant to do you wrong,
>And I, well if I ever caused you trouble,
>Although I never meant to do you harm.

Basta. Tutto perso, tutto inutile.
Anni di sforzi. Anni di lotte e poi niente.
Fanculo tutto. Fanculo tutti.
Vado via così, in un niente, senza clamori, senza fastidi,
senza creare problemi, scompaio così come sono comparso...

>They spun a web for me,
>They spun a web for me,
>They spun a web for me.

Lavori in corso. Un rimorchio fermo.
Accelero invece di frenare,
mentre con un ultimo colpo di mano l'orgasmo parte inesorabile e violento.
A tavoletta, l'ultima cosa che vedo,
è lei che sotto i suoi colpi, pian piano se ne viene
piangendo la mia morte

La ragazza dell'asciugamano



La ragazza vien fuori dall'acqua con passo molle. Si ravviva i capelli bagnati sulla battigia, voltandosi verso l'ombrellone e sorridendo nel contempo a qualcuno.
Prende un asciugamano, che usa per asciugarsi delicatamente il viso, e che poi stende a terra, quindi vi si stende sopra, a pancia sotto.

Resta per un po' così, a godersi l'ultimo sole settembrino, le ginocchia piegate, con le gambe in alto, un piede che giocherella ed a tratti s'incrocia con l'altro, una ciocca sbarazzina che le scende sul viso, il cellulare tra le mani, mentre, appoggiata sui gomiti, prende a scrivere un messaggio. "Fatto. E' stt bllssm, cm Qll vlt cn te, ma snz d te. Ti ho Pnsto tntssm. TVB. F.".
E premuto il tasto INVIO, posa il telefono e poggia la testa sulle mani, chiudendo gli occhi mentre come in un film muto una serie di immagini iniziano a scorrerle davanti.

Lui, la sua pelle, il suo odore, le sue mani esperte che si insinuano tra le cosce, le dita irrequiete che di infilano nei punti più nascosti della sua femminilità...

Aprendo gli occhi per un attimo, si accerta furtivamente che nessuno la stia osservando e poi si infila una mano nel costume passando sotto l'elastico degli slip fino ad arrivare alle labbra del sesso, bagnato di mare e dell'orgasmo appena avuto.
Indugia qualche secondo, come per cercare tracce dell'orgasmo provato poco prima in acqua, per ritirare poi la mano e portarsela alle labbra.
La avvicina poi alle narici ed aspira profondamente, chiudendo nel contempo gli occhi. Odora di mare. E di sesso. Odora di quando quel giorno lui la prese in mare, adagiandola dolcemente sulle cosce, l'acqua che gli arrivava alla vita, e mentre la penetrava con la punta del suo uccello, con le dita dolcemente la guidava per i sentieri del suo primo orgasmo.